Jessie J è uno di quei casi lampanti che dimostrano come anche se hai il talento rischi di non andare lontano. Una con la sua voce e bravura, una tigre da palcoscenico, dovrebbe stare in cima alle classifiche senza problemi e raccimolare successi dopo successi senza neanche troppi sforzi. Perchè uno si dice, se stravendono persone come Katy Perry e Rihanna che la voce la fanno uscire dal buco sbagliato, lei dovrebbe vendere valanghe e valanghe di dischi con l’ugola che si ritrova.
E invece no! Dopo un esordio perfetto, da guinness dei primati, con milioni e milioni di copie smerciate,
singoli passati a manetta in radio e concerti sold out in ogni dove, la nostra
cara Jessica non ha saputo gestire il tesoretto conquistato col primo album e s’è
persa per strada facendosi bollare negli States come quella che c’ha la voce e
niente più. Un taglia e cuci di varie cantanti senza una vera e propria
personalità e identità. Insomma, un’ottima corista (o autrice di testi) ma per
diventare diva e donna ci vuole molto di più. Un personaggio forte e che marchi gli animi, non una che passa inosservata
anche quando ha una canzone come Bang Bang tra le mani.
Per fortuna non esiste solo l’America,
anche se resta il mercato più grosso ed importante, e la cantante potrà contare
sicuramente sui fans europei (soprattutto britannici che quasi la venerano) e
australiani per tirar su qualche copia. Anche perchè previsioni alla mano si
parla di un debutto americano a venticinque mila copie che proprio positivo non è dopo
aver devastato le balle in radio per mesi col tuo primo singolo.




















