08 luglio 2013

Le star prima e dopo il chirurgo: Silvio Berlusconi


Questa settimana per la rubrica del "Prima e Dopo" analizziamo un imprenditore nonchè, ahi noi!, politico che volente o nolente ha fatto la storia dell’italia in questi ultimi vent’anni (tanti quanto i suoi processi). Un uomo, un nano malefico che tutto può, tutto ha e soprattutto tutto si prende. Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere sin da giovane si è subito dato da fare non solo nel campo lavorativo ma anche in quello sentimentale. Alle porte degli ottant’anni ne ha viste di cotte e di crude. Poco dopo la laurea in giurisprudenza si sposa con la prima moglie Carla Dall’Oglio dalla quale ha due figli (Marina e Pier Silvio), dopo dieci anni di corna e relazione extraconiugale divorzia per sposarsi con la sua amante, l’attrice Veronica Lario, dalla quale ha tre figli (Barbara, Eleonora e Luigi) fino a divorziare nel 2012, dopo quattro anni di processo e tre milioni di euro al mese d’assegno di mantenimento, per poter coronare il suo amore con Francesca Pascale, una delle sue tante ospiti alle cene galanti che teneva nella sua umile dimora di Arcore.

Dopo esser stato cantante sulle navi da crociera e venditore porta a porta di scope elettriche, il Berlusca comincia la sua attività imprenditoriale come agente immobiliare e grazie proprio a questo lavoro viene nominato nel ’77 "Cavaliere del Lavoro" da Leone. Un uomo che si è creato dal nulla grazie ad una fideiussione ricevuta da una Banca nota per essere usata dalla mafia per riciclare denaro sporco. Naturalmente voci ed ipotesi mai confermate visto che l’imprenditore afferma d’aver cominciato con i soldi della borsetta di papà e la liquidazione della sua azienda. Insomma, come ama definirsi lui, un uomo che si è fatto da solo e se n’è fatte tante!

Una volta conquistata l’edilizia, il Cavaliere decide di allargare i suoi orizzonti sull’editoria fondando la Fininvest e dando il via all’era del biscione televisivo contro mamma Rai, grazie anche a leggi ad personam (per non parlare del conflitto d’interessi). Finiti gli acquisti in televisione si getta nella carta stampata rilevando la Mondadori, nel cinema prendendo la Medusa Film, nella grande distribuzione con la Standa, e nelle assicurazione partecipando a Mediolanum, passando per lo sport accaparrandosi il Milan. Insomma, dove ti giri ti giri c’è di mezzo lui, proprietario praticamente della qualunque tanto da essere il settimo uomo più ricco d’Italia.

Albano e Romina: nessuna reunion prevista in Russia


La notizia che tutte le ottuagenarie attendevano da una vita è stata malamente e seccamente smentita dai diretti interessati. Dopo più di quindici anni non ci sarà la reunion tra Albano e la sua ex moglie Romina Power. Felicità è poter non ascoltarli più!

Il grande annuncio era stato dato in questi giorni proprio in Russia dove il cantante pugliese dovrebbe ritornare ad esibirsi in una due giorni di concerti. E tra le tante guest star ci doveva essere proprio lei, la tanto amata dolce metà Romina, per suggellare un ritorno sulle scene che era atteso da tanti anni. Il tutto sembrava certo con i biglietti già in vendita e quasi sold out, il cantante dal vocione spacca timpani che rimaneva sul vago dicendo che un promoter russo era andato a Cellino San Marco per concordare i dettagli del concerto ma che sulla presenza dell’ex moglie era ancora tutto da decidere e i cartelloni dell’evento con il suo nome a chiare lettere cubitali.

L’indiscrezione però viene smentita proprio dalla diretta interessata dichiarando che la notizia diffusa è assolutamente priva di fondamento. “Quelle circolate sono voci senza fondamento. E' una cosa che si verifica tutti gli anni, mi offrono concerti con Al Bano da ogni parte del mondo. Infatti la cantante americana non ci pensa nemmeno a ritornare a far coppia con l’ex marito essendo troppo impegnata nella sua nuova vita di scrittrice, produttrice e attrice.

Insomma i russi si dovranno accontentare di ballare sulle note dei Matia Bazar, Toto Cutugno, Riccardo Fogli, Umberto Tozzi, Gianni Morandi ed I Ricchi e Poveri. Ammazza che amarcord! È proprio il caso di dire Nostalgia Canaglia. A questo punto non ci resta che attendere il mese di ottobre per capirci qualcosa di più e scoprire se su sto benedetto palco ci sarà o meno l’apparizione della coppia che ormai i fans attendono da diciotto anni in trepidante (e non è l’alzheimer!) attesa, altrimenti si dovranno accontentare di vedere Albano solo soletto a Padova al Teatro Geox e Romina al cinema con l’ultimo film di Belluco, Il Segreto.


06 luglio 2013

Elton John contro The Voice. Produce solo nullità!


Sir Elton John scopre l’acqua calda e decide di esternare al mondo intero quello che tutti pensano ma che nessuno osa dire, rilasciando dichiarazioni di fuoco ad un programma radiofonico di Radio 4. I concorrenti che escono dai talent sono delle nullità! E giù di polemica Oltre Manica.

In particolar modo il baronetto punta diretto il dito contro un programma in particolare, The Voice. "Lo spettacolo è tutto incentrato sui giudici. Nessuno dei vincitori dell'edizone americana ha avuto un album di successo, nessuno dei vincitori di quella inglese è riuscito a vendere. Sono delle nullità. Televisione e video hanno procurato un sacco di danni alla musicaLanciano le persone nello star system quando non sono ancora pronte e non possono reggere il peso del successo. I personaggi che escono dai talent in pochissimo tempo diventano delle celebrità a prescindere dal loro valore musicale e altrettanto rapidamente ritornano nell'oblio. E' un peccato per l'industria musicale, ma anche per questi aspiranti artisti che magari con tanta gavetta e tenacia potrebbero diventare delle realtà nel panorama del pop, ma che vengono infilati nel tritacarne della tv e ne escono, invevitabilmente, a pezzi. Mi si spezza il cuore vedere la gente che ama il vincitore di Pop Star, qualunque esso sia."

Ammazza se non c’è andato pesante! Poi tanto per continuare a farsi degli amici non ha lesinato critiche neanche contro le baby star, prendendo di mira in questo caso il re delle bimbominchie Justin Bieber :

"A meno che uno non abbia una vera e propria sostanza e non ha dimostrato di essere in grado di meritarsi i propri compensi, è difficile restare sani di mente ed è difficile tenere in piedi una carriera, con il rischio di diventare una nullità. Non vorrei essere Justin Bieber o qualche altro baby star, è molto duro per loro."

05 luglio 2013

Mid Year Chart 2013: i 10 album e singoli più venduti del primo semestre


Il sito tedesco Media Traffic ha stilato la classifica dei singoli ed album più venduti di questo primo semestre del 2013. Quest’anno al giro di boa, liberatici finalmente dell’asso pigliatutto Adele (comunque ventesima anche quest’anno!), c’è una buona presenza d’uomini che troneggiano le parti alte e occupano più della metà delle posizioni. Sul versante album, le put*an pop sono state tutte messe in riga dal ritorno in grande stile e tanto atteso di Justin Timberlake che con il suo "The 20/20 Experience" è il re delle vendite di questa prima parte d’anno.

Evidentemente l’astinenza dalla sua musica ha dato i suoi frutti e ha portato in gran massa all’acquisto del suo ultimo lavoro sorpassando i tre milioni di dischi smerciati. Salvo grosse sorprese, vedesi Lady Gaga ed Eminem, dovrebbe essere lui il re della classifica anche a fine anno. Subito dietro lui Bruno Mars, che già col suo primo disco aveva fatto sfraceli di vendite, si riconferma anche questa volta attestandosi con 2,70 milioni di copie vendute (senza contare il milione dell’anno scorso). Al terzo posto finalmente la prima donna, Pink, che zitta zitta senza dare troppi scandali come le sue colleghe e senza mostrare zinne e chiappe ha già superato i due milioni di album venduti e probabilmente con il nuovo singolo molto estivo potrà rimpinzare ancora il suo bottino.

Altro colpaccio lo fanno i Daft Punk che in poco tempo hanno già piazzato quasi due milioni di copie del loro nuovo lavoro e che sicuramente arriveranno a fine anno sul podio se continuano di sto passo. Seguono il gruppo indie folk a me sconosciuto Mumford & Sons, gli One Direction che confermano al mondo intero di essere l’unica boy band ancora che vende qualcosa e che soppianta definitivamente Justin Bieber nei cuori delle bimbominchie, il tro*one di Rihanna che con l’ennesimo album mostra il suo grande appeal verso i giovani e le mancano solo duecento mila copie per superare le vendite del suo precedente lavoro dell'anno scorso. Chiudono la top ten album la scassa maroni ninfomane Taylor Swift, la colonna sonora de Les Misérables e Michael Bublé che nonostante non lo si vede praticamente mai ha un gran fan base che lo segue.

04 luglio 2013

Antonello Venditti e la polemica sull'inno della Roma


Antonello Venditti da una sua frase gettata lì per caso, più per provocazione che per altro, ha scatenato il putiferio in rete. Romano e Romanista de Roma, il cantante non soddisfatto delle ultime stagioni della sua magggica ha lanciato la bomba. Ha chiesto alla società americana che ha rilevato il club giallorosso di cambiare l’inno della squadra in quanto la sua "Roma Roma Roma" non si identifica più nelle scelte dirigenziali.

Durante un’intervista radiofonica infatti Venditti ha osato dire "L'inno della Roma mi piacerebbe se lo togliessero, perché non lo trovo più identificativo della Roma che conoscevo io. L'inno è nei nostri cuori e non esiste solo allo stadio. Se la Roma non vorrà utilizzare più le mie canzoni, allora resteranno nel cuore delle persone. Non ci sono problemi per me. Ogni volta che parlo della Roma il giorno dopo mi dicono che creo nocumento e quindi non voglio creare questo tipo di situazioni. Sarebbe carino se si potesse essere più partecipi di questa Roma. La Roma si regge sul suo nome e tu non puoi presentarti da Papa Francesco con la maglia dei Boston Celtics. Non si riesce a dare il valore giusto a questa parola, a questa città."
E sbarabarabam! Apriti cielo! Non toccate agli italiani il calcio che scoppia la terza guerra mondiale. Tanto si sono lamentati i tifosi che il cantante ha dovuto spiegare meglio il senso della sua frase:

"Cari romani, romane, romanisti e romaniste di tutto il mondo, voglio rassicurarvi sulle mie parole e sul mio pensiero rispetto agli inni per la nostra amata Roma. La mia voleva essere una forte provocazione per spronare il presidente ed i dirigenti a riportare l'AS Roma alla nostra cultura, rendendola più simile nei contenuti e nei risultati alla nostra grande storia di tifo calcistico, di sportivitá e di amore. Sempre orgoglioso di essere con voi, uno di voi...per sempre! Gli Inni sono nel cuore e non appartengono più all'autore, ma ad ognuno di noi."