Aspettavamo Katy Perry al varco. Dopo l’enorme successo del precedente album, soprattutto dal punto di vista dei singoli, si attendeva da lei non solo una conferma ma anche la giusta maturità e crescita artistica. Cosa che è avvenuta solo in parte.
L’album sicuramente è più lineare
del precedente, dove c’erano un’accozzaglia di hit gettate a caso, e anche se si spazia dai beat anni ’80 alle sonorità folk, dalle ballad alle uptempo,
si vede che dietro c’è un progetto più solido e studiato. La voce resta sempre
quella, se si può parlare di voce, ma il lavoro fatto dai suoi due mega
produttori si sente eccome. Dr Luke e Max Martin hanno fatto centro anche
questa volta, senza però sforzarsi più di tanto.
Il disco sicuramente venderà una
caterva e supererà le vendite di Teenage Dream, grazie anche ai due singoli
apripista azzeccatissimi e qualche altra perla creata, ma in linea di massima c’è
ancora tanto lavoro da fare sull’artista che ha potenziale se semplicemente
prova a cambiare registro. Lo mostrano le canzoni nella versione deluxe.
Qui sembra che siano stati
ripresi i tormentoni del precedente lavoro e che siano stati migliorati per
avere la certezza del risultato, senza però osare più di tanto. Il meglio
sicuramente viene dato nelle ballad per un risultato portato sicuramente a casa
e che supera ampiamente la promozione. Anche se l’ho ascoltato una volta e non
credo che lo rifarò una seconda volta. Aspetterò la pubblicazione dei singoli
spacca classifica.





